Da tifoso juventino, e fieramente antimilanista, non posso che essere contento dell'eliminazione dei rossoneri dalla Champions' 2007/'08 per mano dell'Arsenal, con un secco 0-2 a San Siro. Ogni anno aspetto il giorno dell'uscita del Milan dalla Champions' quasi come una festività, come il Natale o il compleanno (anche se, purtroppo, questo giorno non appare ogni anno sul calendario!). Tuttavia, fatti i debiti sfottò, è anche giusto analizzare questa batosta anche svestendo i miei panni da tifoso. Quello di cui vorrei parlare oggi riguarda una frase che da ieri sera riecheggia su ogni mezzo di comunicazione: il ciclo del Milan è finito.
Ebbene, la mia opinione personale è che il "ciclo" del Milan non sia affatto finito ieri sera, bensì almeno tre anni fa, con la storica serata di Instanbul. Fino ad allora, infatti, il Milan era una squadra capace di competere su tutti i fronti, di andare avanti in Champions', ma anche di dire la sua in campionato. Dopo quella partita, il declino del Milan è stato lento e incostante, ma inesorabile.
Nella stagione seguente, la squadra di Ancelotti è riuscita ad avvicinarsi ad entrambi gli obiettivi, ovvero allo scudetto e alla Champions', senza mai dare veramente la sensazione di poter vincere né l'una né l'altro, dovendo fare i conti con due squadre, all'epoca, assolutamente di un'altro livello (la Juve in italia e lo strepitoso Barça in Europa). Il declino è cominciato però a farsi chiaro e lampante l'anno successivo, paradossalmente proprio con il ritorno del Milan sul tetto d'Europa.
La stagione 2006/'07 parte male per i rossoneri, già fuori da ogni discorso scudetto ben prima di Natale (al di là dei punti di penalizzazione). Che l'Inter fosse più forte, nessuno lo metteva in dubbio; ma che il Milan in un anno fosse crollato in questa maniera, pur non dovendo subire l'esodo di campioni che aveva colpito la Juve, in pochi se lo aspettavano (io stesso, contando però più che altro sulle contraddizioni interne dell'Inter, ero convinto che il Milan avrebbe vinto lo scudetto nonostante la penalizzazione). In Champions' le cose non vanno molto meglio: il primo turno viene superato dai milanesi con grande difficoltà, cosa che, probabilmente, non sarebbe avvenuta se il fato non avesse riservato per loro il girone più facile di tutta la Champions' (con Lille, AEK Atene e Anderlecht). Gli ottavi di finale mostrano tutti i limiti del Milan, che porta a casa uno scialbo doppio 0-0 contro i non irresistibili scozzesi del Celtic, confronto risolto nella gara di ritorno (in casa) solo nei supplementari, grazie a una sgroppata di Izecson e a una dormita generale della difesa britannica. L'andata dei quarti di finale non sorride al Milan, al quale viene imposto un pericoloso 2-2 interno dal Bayern Monaco più debole negli ultimi anni.
A questo punto, avviene la trasformazione: i rossoneri, in crisi d'identità, rispolverano l'antico orgoglio, sembrano di colpo ringiovanire di qualche anno, e si rendono conto che, alla fine, bastano quattro grandi partite per tornare in paradiso. E così avviene: Bayern sconfitto con un netto 2-0 all'Allianz Arena, poi Manchester travolto nella gara di ritorno delle semifinali a San Siro per 3-0, dopo un'indolore sconfittqa per 3-2 dei rossoneri all'Old Trafford. Anche la fortuna arride al Milan, che in finale evita il temibile Chelsea per affrontare il meno spaventoso Liverpool, il quale comunque, da underdog, li aveva sconfitti due anni prima. La Finale di Atene viene giocata sotto tono, ma due lampi della vecchia volpe Pippo Inzaghi permettono al Milan di vincere l'agognato trofeo continentale, cosa che fino a qualche mese prima si riteneva impossibile.
La sconfitta di Instanbul viene ridimensionata come incidente di percorso, e il Milan si autoconvince di essere ancora una squadra superiore a quella che, in effetti, si rivelerà essere. In estate, vincono anche la Supercoppa Europa contro il Siviglia, trofeo festeggiato sottotono per la prematura scomparsa del terzino degli andalusi Antonio Puerta, avvenuta qualche giorno prima. Inizia il campionato, con una Juve reduce dalla diaspora di atleti, una Roma ancora in fase di crescita, e un'Inter reduce da un'annata trascorsa dominando largamente il campionato. Tutti sono consci che il Milan non è, in una competizione che richiede continuità come il campionato, all'altezza dell'Inter, ma sembra difficile che, di nuovo, i rossoneri debbano rincorrere fino all'ultimo la qualificazione alla Champions'.
Invece, ancora una volta, i primi mesi di stagione sono disastrosi, e il Milan, nonostante l'assenza di penalizzazione, fa addirittura peggio dell'anno precedente. Il primo girone di Champions' è ancora abbordabile, e i rossoneri, nonostante la bruciante sconfitta di Glasgow contro il "solito" Celtic (partita che passerà alla storia per la grandiosa Clothesline del tifoso scozzese a Dida, bravissimo a "vendere" la mossa), passano il turno in testa al girone. Arriva dicembre, e il Milan si sposta in Giappone per vendicarsi del Boca Juniors, che nel 2004 gli aveva strappato l'Intercontinentale. Ancora una volta, i rossoneri si dimostrano molto capaci nel breve, preparano molto bene la competizione e, disfatisi in semifinale dei giapponesi dell'Urawa Red, sconfiggono l'ex squadra di Maradona per 4-2, riuscendo nell'impresa di tornare sul tetto del mondo.
Le cose cominciano a ristabilirsi anche in campionato, con il Milan che, a poco a poco, rimonta, e comincia a puntare Fiorentina e Juve, ovvero le squadre che si contendono i posti rimanenti per qualificarsi alla Champions' (visto che l'Inter, mal che vada, arriverà seconda, e la Roma non dovrebbe scendere, nella peggiore delle ipotesi, sotto il quarto posto). I rossoneri agganciano anche l'agognata quarta posizione, sorprendendo con un 1-0 in extremis i viola all'Artemio Franchi. Sembra questione di settimane, prima che i "Campioni del Mondo" mettano al sicuro la qualificazione; ma le cose vanno diversamente. Una serie di inciampi contro squadre di seconda fascia, e di vittorie interne soffertissime (ad esempio contro Siena e Palermo) porta i rossoneri,ad oggi 5 marzo, sotto di quattro punti dalla zona Champions'. Torna la Champions', e tutti si aspettano il solito Milan Europeo, ma le cose vanno diversamente: soffertissimo 0-0 a Londra con l'Arsenal, e débacle definitiva ieri sera, come tutti abbiamo visto.
Il succo del discorso è il seguente: dopo Instanbul, il Milan è stato capace di dare il meglio di sè solo sporadicamente, trovando spesso avversari diretti molto meno in forma di loro, ma ha dimostrato di non avere i requisiti minimi per affrontare degnamente competizioni che richiedano più continuità, come il campionato. La Champions' vinta l'anno scorso è frutto di astuzia (prepararsi in modo da essere in forma ad aprile-maggio, sacrificando il resto della stagione) e fortuna (se, invece del Celtic, il Milan avesse affrontato un test più probante l'anno scorso, dubito che avrebbero passato il turno), non certo di superiorità rispetto agli avversari.
Nel 2005 il "ciclo" era forse addirittura già finito, ma il Milan sembrava comunque in grado di potersi ringiovanire, e continuare a cavalcare l'onda. Le cose non sono andate così, e i motivo principale sono due: continuare a dare fiducia a giocatori estremamente sopravvalutati (Gattuso in primis, ma anche Dida, un Maldini 40enne) anziché cercare di coprire queste falle con giocatori all'altezza, e, soprattutto, affidare la squadra in mano a un singolo giocatore. Che, fosse stato Zidane, o Zico, o Platini, o Van Basten poteva anche starci; ma non esiste farlo con a disposizione questo brasiliano, che si fa chiamare Kakà, che ha sempre dimostrato di poter risolvere una partita contro squadre più deboli ma ben piazzate e rognose (vedi Celtic), ma non ha mai, e dico mai (salvo rarissime eccezioni, vedi semifinali di Champions' l'anno scorso), lasciato il segno in gare che contano veramente.
Ebbene, la mia opinione personale è che il "ciclo" del Milan non sia affatto finito ieri sera, bensì almeno tre anni fa, con la storica serata di Instanbul. Fino ad allora, infatti, il Milan era una squadra capace di competere su tutti i fronti, di andare avanti in Champions', ma anche di dire la sua in campionato. Dopo quella partita, il declino del Milan è stato lento e incostante, ma inesorabile.
Nella stagione seguente, la squadra di Ancelotti è riuscita ad avvicinarsi ad entrambi gli obiettivi, ovvero allo scudetto e alla Champions', senza mai dare veramente la sensazione di poter vincere né l'una né l'altro, dovendo fare i conti con due squadre, all'epoca, assolutamente di un'altro livello (la Juve in italia e lo strepitoso Barça in Europa). Il declino è cominciato però a farsi chiaro e lampante l'anno successivo, paradossalmente proprio con il ritorno del Milan sul tetto d'Europa.
La stagione 2006/'07 parte male per i rossoneri, già fuori da ogni discorso scudetto ben prima di Natale (al di là dei punti di penalizzazione). Che l'Inter fosse più forte, nessuno lo metteva in dubbio; ma che il Milan in un anno fosse crollato in questa maniera, pur non dovendo subire l'esodo di campioni che aveva colpito la Juve, in pochi se lo aspettavano (io stesso, contando però più che altro sulle contraddizioni interne dell'Inter, ero convinto che il Milan avrebbe vinto lo scudetto nonostante la penalizzazione). In Champions' le cose non vanno molto meglio: il primo turno viene superato dai milanesi con grande difficoltà, cosa che, probabilmente, non sarebbe avvenuta se il fato non avesse riservato per loro il girone più facile di tutta la Champions' (con Lille, AEK Atene e Anderlecht). Gli ottavi di finale mostrano tutti i limiti del Milan, che porta a casa uno scialbo doppio 0-0 contro i non irresistibili scozzesi del Celtic, confronto risolto nella gara di ritorno (in casa) solo nei supplementari, grazie a una sgroppata di Izecson e a una dormita generale della difesa britannica. L'andata dei quarti di finale non sorride al Milan, al quale viene imposto un pericoloso 2-2 interno dal Bayern Monaco più debole negli ultimi anni.
A questo punto, avviene la trasformazione: i rossoneri, in crisi d'identità, rispolverano l'antico orgoglio, sembrano di colpo ringiovanire di qualche anno, e si rendono conto che, alla fine, bastano quattro grandi partite per tornare in paradiso. E così avviene: Bayern sconfitto con un netto 2-0 all'Allianz Arena, poi Manchester travolto nella gara di ritorno delle semifinali a San Siro per 3-0, dopo un'indolore sconfittqa per 3-2 dei rossoneri all'Old Trafford. Anche la fortuna arride al Milan, che in finale evita il temibile Chelsea per affrontare il meno spaventoso Liverpool, il quale comunque, da underdog, li aveva sconfitti due anni prima. La Finale di Atene viene giocata sotto tono, ma due lampi della vecchia volpe Pippo Inzaghi permettono al Milan di vincere l'agognato trofeo continentale, cosa che fino a qualche mese prima si riteneva impossibile.
La sconfitta di Instanbul viene ridimensionata come incidente di percorso, e il Milan si autoconvince di essere ancora una squadra superiore a quella che, in effetti, si rivelerà essere. In estate, vincono anche la Supercoppa Europa contro il Siviglia, trofeo festeggiato sottotono per la prematura scomparsa del terzino degli andalusi Antonio Puerta, avvenuta qualche giorno prima. Inizia il campionato, con una Juve reduce dalla diaspora di atleti, una Roma ancora in fase di crescita, e un'Inter reduce da un'annata trascorsa dominando largamente il campionato. Tutti sono consci che il Milan non è, in una competizione che richiede continuità come il campionato, all'altezza dell'Inter, ma sembra difficile che, di nuovo, i rossoneri debbano rincorrere fino all'ultimo la qualificazione alla Champions'.
Invece, ancora una volta, i primi mesi di stagione sono disastrosi, e il Milan, nonostante l'assenza di penalizzazione, fa addirittura peggio dell'anno precedente. Il primo girone di Champions' è ancora abbordabile, e i rossoneri, nonostante la bruciante sconfitta di Glasgow contro il "solito" Celtic (partita che passerà alla storia per la grandiosa Clothesline del tifoso scozzese a Dida, bravissimo a "vendere" la mossa), passano il turno in testa al girone. Arriva dicembre, e il Milan si sposta in Giappone per vendicarsi del Boca Juniors, che nel 2004 gli aveva strappato l'Intercontinentale. Ancora una volta, i rossoneri si dimostrano molto capaci nel breve, preparano molto bene la competizione e, disfatisi in semifinale dei giapponesi dell'Urawa Red, sconfiggono l'ex squadra di Maradona per 4-2, riuscendo nell'impresa di tornare sul tetto del mondo.
Le cose cominciano a ristabilirsi anche in campionato, con il Milan che, a poco a poco, rimonta, e comincia a puntare Fiorentina e Juve, ovvero le squadre che si contendono i posti rimanenti per qualificarsi alla Champions' (visto che l'Inter, mal che vada, arriverà seconda, e la Roma non dovrebbe scendere, nella peggiore delle ipotesi, sotto il quarto posto). I rossoneri agganciano anche l'agognata quarta posizione, sorprendendo con un 1-0 in extremis i viola all'Artemio Franchi. Sembra questione di settimane, prima che i "Campioni del Mondo" mettano al sicuro la qualificazione; ma le cose vanno diversamente. Una serie di inciampi contro squadre di seconda fascia, e di vittorie interne soffertissime (ad esempio contro Siena e Palermo) porta i rossoneri,ad oggi 5 marzo, sotto di quattro punti dalla zona Champions'. Torna la Champions', e tutti si aspettano il solito Milan Europeo, ma le cose vanno diversamente: soffertissimo 0-0 a Londra con l'Arsenal, e débacle definitiva ieri sera, come tutti abbiamo visto.
Il succo del discorso è il seguente: dopo Instanbul, il Milan è stato capace di dare il meglio di sè solo sporadicamente, trovando spesso avversari diretti molto meno in forma di loro, ma ha dimostrato di non avere i requisiti minimi per affrontare degnamente competizioni che richiedano più continuità, come il campionato. La Champions' vinta l'anno scorso è frutto di astuzia (prepararsi in modo da essere in forma ad aprile-maggio, sacrificando il resto della stagione) e fortuna (se, invece del Celtic, il Milan avesse affrontato un test più probante l'anno scorso, dubito che avrebbero passato il turno), non certo di superiorità rispetto agli avversari.
Nel 2005 il "ciclo" era forse addirittura già finito, ma il Milan sembrava comunque in grado di potersi ringiovanire, e continuare a cavalcare l'onda. Le cose non sono andate così, e i motivo principale sono due: continuare a dare fiducia a giocatori estremamente sopravvalutati (Gattuso in primis, ma anche Dida, un Maldini 40enne) anziché cercare di coprire queste falle con giocatori all'altezza, e, soprattutto, affidare la squadra in mano a un singolo giocatore. Che, fosse stato Zidane, o Zico, o Platini, o Van Basten poteva anche starci; ma non esiste farlo con a disposizione questo brasiliano, che si fa chiamare Kakà, che ha sempre dimostrato di poter risolvere una partita contro squadre più deboli ma ben piazzate e rognose (vedi Celtic), ma non ha mai, e dico mai (salvo rarissime eccezioni, vedi semifinali di Champions' l'anno scorso), lasciato il segno in gare che contano veramente.

7 commenti:
con tutto il rispetto...e già ti ho fatto un piacere a venire a leggere questa storiellina del gobbo ferito....ma se vai a la sai l' ultima rischi veramente di vincere con ste barzellette!
juve superiore ai tempi? vincevate ,rubando, di 2 punti all' ultima giornata!
kakà non decisivo nelle gare che contano??? capocannoniere in champions, mattatore mondiale per club,leader assoluto della nazionale brasiliana..
il resto son chiacchiere da juventino ferito.
non prendertela, per una notte ti abbiam regalato una gioia...
e comunque vi auguro di arrivare in champions perchè adoro del piero e sarei contento per lui
Mah, caro anonimo, questione di punti di vista. Voglio però farti presente che, a parte lo sfottò iniziale, ho cercato di essere il più imparziale possibile, a differenza di te.
Che la Juve abbia ricevuto aiutini all'epoca, mai nessuno lo ha messo in dubbio; così come mai nessuno, a mente lucida, ha mai messo in dubbio che, PER IL CAMPIONATO, quella squadra fosse nettamente superiore al Milan o a qualsiasi altro team italiano. Peraltro, a proposito di aiuti, non si può dire certo che il Milan ne fosse esente, anzi, tutt'altro...
Su Izecson, vedo che sei perfettamente d'accordo con me: si comporta bene nelle competizioni che contano ben poco (vedi mondiale per club, coppetta inutile e lontanissima dal prestigio della vecchia Coppa Intercontinentale, del quale comunque il vero mattatore è stato il grande Pippo Inzaghi), leader assoluto di una nazionale brasiliana che, agli ultimi mondiali, se ne è tornata a casa ai quarti con la coda tra le gambe, riuscendo a deludere le aspettative perfino nel girone più facile di tutti i mondiali, e ringraziando il suicidio tattico del Ghana negli ottavi). Capocannoniere in una Champions' dove, a parte le semifinali col Manchester (che ho citato) e la prateria sfruttata col Celtic, non è mai riuscito a lasciare un segno importante (vedi finale col Liverpool, dove, anche lì, le castagne dal fuoco le hanno tolte Superpippo e Pirlo, i due unici veri fuoriclasse del Milan assieme a Nesta). Questo è Izecson. Uno che serve a far vendere le magliette e basta. Mi ricorda un certo John Cena, con la differenza che quest'ultimo le capacità le ha pure, ed è incastrato in un personaggio assolutamente inappropriato, nel tempo e nel luogo in cui si trova.
PS: per quanto riguarda il "piacere" che mi avresti fatto "a venire a leggere questa storiellina"... beh, che dire, ti ringrazio, ma la prossima volta, se proprio vuoi dispensare piaceri, fallo con un minimo di rispetto, come io ho fatto nell'analizzare il più imparzialmente possibile la situazione. Altrimenti dei tuoi "piaceri" non ne ho proprio bisogno. Cmq grazie!
innanzitutto ti chiedo scusa se te la sei presa e mi son reso conto di aver esagerato però ma credimi era una battuta o comuqnue un linguaggio che si usa nel web..comunque dichiararti imparziale ce ne vuole!!! come puoi sostenere nettamente superiore quando vincevi il campionato all' ultima giornata e neglis contri diretti vi han salvato spudoratamente gli arbitri (ricordi i rigori di torino???).adesso va bene tutto ma come si può considerare il mondiale una coppetta? cosa cambia dall' intercontinentale visto che si sfidano comunque la squadra europea e quella sudamericana?dall' altra parte c' era pur sempre il boca. e il fatto che tu dia merito ad inzaghi in entrambe le finali dimostra come capisci poco di questo sport(non offenderti...). il boca è stato demolito da kakà (inzaghi non può segnare da solo) e in finale col liverpool l' assist del secondo gol è stata una magia di kakà. dimentichi poi la finale persa ai rigori a istanbul dove kakà ha dominato come nessuno mai nella storia una finale di champions (forse solo zidane). e pensa che da tifoso milanista ti dico che kakà a me non piace più di tanto perchè la sua forza sta nello strapotere fisico e non certo tecnico visto che molti son più bravi di lui con la palla al piede. però è dominante come nessuno almeno fino all' anno scorso.
discorso nazionale: ok il brasile ha deluso ed è stato eliminato dalla francia. noi in finale siamo stati presi a pallate. ci hanno sovrastato in ogni zona del campo e solo grazie a buffon e ad una traversa siamo campioni del mondo... il calcio è anche questo. a volte la differenza la fa un episodio.
su pirlo niente da dire ma definire fuoriclasse inzaghi e nesta...la pochezza dei difensori di oggi fa si che nesta sia pompato dai media ma ti posso assicurare che andando a san siro ogni domenica se hai giocato a pallone a un certo livello ti rendi conto di quanto sia indisciplinato tatticamente nesta. anche lui sorretto dalla condizione atletica e basta. senza maldini a guidarlo fa disaastri come faceva a roma(4 pere da montella in un derby dove a fine primo tempo ha chiesto in lacrime di essere sostituito..)
complimenti comunque per il blog ; magari (se scriverai meno 'fesserie') continuerò a seguirti! ma forse meglio nei post del wrestling!!!
sto sempre scherzando prima che fraintendi ancora! ciaoo
Caro Kabong oggi si parla di Juve stratosferica perche' sta facendo un campionato oltre le spettative con questo terzo posto e onore alla squadra pero' ricordiamoci che sta pagando per i propri errori commessi oltre l'etica sportiva.
Io sono milanista ma non ho festeggiato quando i bianconeri furono retrocessi in B anzi ero molto affranto sportivamente parlando perche' lo scontro tra il diavolo e la vekkia signora a mio giudizio valeva tutti i soldi di un abbonamento sia che si vinceva o si perdeva per il semplice motivo che per me vedere questa partita rappresentava l'elite del calcio cosa che adesso non è piu' cosi avendo perso certi valori sportivi perche' non è piu' come prima.
Poi parlare di ciclo finito è un esagerazione il vero problema del mila è solo 1:Non spendono soldi e la politica di mercato rossonera non è adeguata al prestigio che la societa' stessa si è costruita in anni di vittorie correndo cosi il rischio di sgretolare tutto solo per risparmiare.
P.S=quando Schumy si è ritirato ho sofferto quanto vedere la Juventus in B e se a diro è un milanita...per' prima di tutto sono uno sportivo.
@ anonimo: beh, in realtà, visto il post sui pronostici di No Way Out, scrivo molte più minchiate quando parlo di breslin che non di calcio!!!
Comunque: ognuno ha la sua visione delle cose, e non saranno certo due righe di qualcun altro su internet a fargli cambiare idea (nel calcio, come nella politica o, che ne so, nell'analisi di un libro o di un film...). Io ho analizzato le cose per come le ho viste io in questi anni, e Izecson non l'ho mai considerato un grande giocatore (e mai lo considererò tale, probabilmente, visto che i suoi margini di miglioramento mi sembrano abbastanza risicati), al di là nel fatto che giochi nella squadra che mi sta più antipatica al mondo. Nesta continuo a considerarlo uno dei più forti difensori della storia; Pirlo, Inzaghi, Seedorf, Ambrosini ecc. sono tutti grandi giocatori, così come lo era Shevchenko ai tempi del Milan, e lo ammetto anche se giocano altrove dalla mia squadra del cuore. Mentre, ad esempio, i tanto pompati Molinaro e Nocerino, che sarebbero il "fiore all'occhiello" delle giovanili bianconere, non riesco a sopportarli, così come non mi va giù Sissoko. Ripeto: questione di punti di vista...
Comunque grazie a tutti per avermi letto: continuate così!
Ah (scusate, ma lo devo dire!!!): in quel famoso Juventus-Milan, c'era un rigore di Zebina su Kaladze, e ce n'era uno per la Juve per mani di Costacurta in area. Quello su Crespo non era rigore: da grande attaccante quale è, ha intuito che non sarebbe mai arrivato sul pallone, e, sentendo la mano di Zebina (un altro che non sopporto, è il nuovo Iuliano!) appoggiata sulla spalla, ha provato la furbata. Un attaccante così, per fermarlo a porta vuota, devi come minimo fargli un Bear Hug (!!!), altrimenti il gol, se può segnarlo, lo segna (il rigore lo si può sempre sbagliare...). Comunque la Juve giocò pessimamente, e il Milan avrebbe meritato la vittoria, al di là degli episodi...
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