lunedì 31 marzo 2008

De luctationis insania vigintiquattuor

... ovvero "[Discorso] intorno a Wrestlemania XXIV", tradotto (pessimamente, suppongo) col vecchio dizionario di latino del liceo. Però faceva ridere, e, da mattacchione quale sono, non potevo esimermi.

Finlay vs. JBL 6
Un buon Street Fight Match nel quale stona, a mio avviso, il finale, con JBL che si porta a casa il match in modo pulito con una semplice Clothesline from Hell. Bene Hornswoggle, che spero sia definitivamente tornato nel ruolo che gli compete, ovvero limitarsi a fare da spalla a Finlay, senza monopolizzare un intero show o, peggio, combattere. A proposito: ma Bradshaw aveva mica promesso di rivelare il nome del vero figlio illegittimo di Vince? Mah.

Money in the Bank Ladder Match 9
Grande match, forse il miglior MITB della storia, assieme a quello della prima edizione. Si sono viste anche cose molto innovative (su tutte il Moonsault di Morrison con in mano la scala), il che non è mai facile in una tipologia di match comunque molto sfruttata come questa. Giusto grado di coinvolgimento per tutti gli atleti, che hanno dato il meglio, compreso Carlito, ovvero quello su cui si potevano nutrire più dubbi: indimenticabile la mela sputazzata in faccia a Jericho che stava per staccare la valigetta. Grandi prestazioni personali proprio per Y2J e per il già citato John Morrison, il migliore in assoluto. Peccato invece che Benjamin, dopo un volo assurdo fuori ring, sia uscito presto di scena, pur riuscendo a lasciare il segno nel poco tempo a sua disposizione. Bene anche MVP, e soprattutto l'intervento di Matt Hardy, anche se un po' telefonato, visto che Porter era lì lì per staccaree la valigetta dopo troppo poco tempo dall'inizio della contesa. E che dire del finale, con la vittoria un po' a sorpresa di CM Punk, che stacca la valigetta in barba a Chris Jericho, rimasto incastrato nella scala sul più bello, e a Mr. Kennedy, che non ha in realtà mai dato la sensazione di poter vincere per davvero (ma lo stesso si potrebbe dire anche per lo Straight Edge, dunque...). A questo punto si potrebbero aprire diversi interrogativi sul come dove perché quando contro chi Punk riscuoterà l'assegno, ma ogni cosa a suo tempo.

Umaga vs. Batista 4,5
La grande delusione del PPV. Oddio, non che mi aspettassi lo showstealer, ma un match nel quale il face subisce dall'inizio alla fine per poi trionfare con due mossettine finali non si vedeva dai tempi del peggior John Cena (fine 2005/inizio 2006). Ma, al di là di questo, mi è sembrato, un po' a sorpresa, che i due non avessero la giusta alchimia per mettere su un discreto match brawl come mi sarei aspettato. Sembra comunque che il feud potrebbe continuare con l'eventuale prossimo passaggio di Umaga in quel di SmackDown!, e sarebbe interessante vedere cosa sarebbero capaci di fare i due in un contesto diverso da Wrestlemania, ovvero dove non sarebbe obbligatorio (in ottica WWE) vincere Batista sempre e comunque. Un ultima cosa: ma non hanno ancora capito che Batista la Sitout Powerbomb non è in grado di farla!? Cambiategli finisher!

Chavo Guerrero vs. Kane s.v.
Stimo molto Chavo, ma onestamente il titolo principale di uno show, pur secondario come la ECW, non è la sua dimensione. Avrei preferito non dico un match combattuto, ma almeno un match, ma tant'è, tutto sommato può starci. Contentissimo per Kane: spero che il titolo non sia un semplice contentino, ma un'occasione per rilanciarlo, sulla falsa riga del positivo regno da campione ECW di Big Show.

Ric Flair vs. Shawn Michaels 10
Fuori dai denti: uno dei più grandi match della storia. Ovvio, non si sono visti ultraviolenza e insane bump (anche se HBK, secondo me, si sta ancora contorcendo dal dolore, dopo aver distrutto uno dei tavoli dei commentatori), ma i due hanno messo su una contesa assolutamente da applausi, che avrebbe meritato il main event alla stragrande. Shawn Michaels ha dimostrato ancora una volta di essere un vero e proprio specialista contro le vecchie glorie, anche se stavolta non ha per niente lottato contro un ceppo di legno (ogni riferimento a Hulk Hogan NON è puramente casuale), ma si è confrontato con un altro atleta straordinario che, pur con tutte le ovvie limitazioni per un sessantenne, peraltro martoriato da una professione logorante e miracolato dopo un incidente aereo, ha dato ancora una volta una lezione a chiunque voglia cimentarsi in questa disciplina. Finale veramente commovente, post-match ancora meglio: la degna conclusione per la carriera del più grande di tutti. WHOOOOOOOOOOOOOOOOOO!!!!!

Bunnymania Tag Team Lumberjack Match 6,5
In una Wrestlemania dove è funzionato quasi tutto, anche il match più inutile in assoluto è riuscito ad avere il suo perché. Pochi minuti ma ben sfruttati, con la saggia decisione di lasciar fare il match alla lottatrici, e la ancor più saggia decisione di far vincere il team heel, finale che potrebbe essere il viatico per rispedire Maria nel ruolo che più le complete e che meglio sa interpretare, ovvero il personaggio della intervistatrice clamorosamente oca. Grandioso Santino, che ha però dato il meglio di sè la sera precedente da sparring partner di The Rock durante la cerimonia dell'Hall of Fame; molto bene anche Snoop Dog, incredibilmente a suo agio in un contesto a lui non totalmente consono. Tutto ciò non significa che avrei volentieri barattato il tutto con un vero match di wrestling, o con più minuti a disposizione per Chavo vs. Kane, ma, tutto sommato, poteva andare molto, ma molto peggio.

Randy Orton vs. Cena vs. Triple H 8
Beh, come potrebbe un fan del Legend Killer come me non essere soddisfatto dopo una sua affermazione, peraltro insperata, peraltro pulita, peraltro schienando nientemeno che "superman" John Cena, nel match valido per il titolo WWE a Wrestlemania? Peraltro (questo è l'ultimo "peraltro", giuro!) i tre hanno offerto uno spettacolo assolutamente all'altezza dell'importanza del match e del contesto, e il finale a sopresa ha reso il tutto ancora più appassionante. Peccato per la collocazione nella card come terz'ultimo match, (cosa che mi aveva fatto sperare, per un attimo, nella vittoria dell'heel, ovvero Randy Orton, e subito dopo temere il trionfo dell'altro heel, quello non di nome ma di fatto, ovvero Cena), ma per come sono andate le cose non posso certo stare a cercare il pelo nell'uovo!

Floyd Mayweather vs. Big Show 7
Devo ammettere che la conclusione dello stint del campione di pugilato è andata oltre ogni mia più rosea previsione, con l'ovvia vittoria dell'ospite che non ha scalfito minimamente la reputazione di Big Show, pronto finalmente per il suo "vero" ritorno in WWE, ovvero per confrontarsi con gli altri atleti del roster (e c'è già un Undertaker pronto per l'uso). Anche il match in sè non ha deluso, se si eccettuano i primissimi minuti di niente, al di là delle bassissime aspettative che lo circondavano. Tiriamo le somme: poteva la WWE fare a meno di coinvolgere Floyd Mayweather come lottatore nello show più importante dell'anno? Aspettiamo i buyrates dell'evento, ma, ora come ora, propenderei per un deciso sì.

Edge vs. Undertaker 9
Degna conclusione per una grandiosa edizione Wrestlemania, nonostante l'hype della contesa fosse stato bruciato da un feud decisamente sotto tono. Avremmo assistito probabilmente al match dell'anno, se poco prima non ci fosse stato l'inarrivabile Naitch vs. HBK. Senza scendere troppo nei dettagli tecnici (terreno dove mi muoverei con la leggiadria di un'ippopotamo in bicicletta), la contesa è stata solida dall'inizio alla fine, e la mia paura principale, ovvero che Edge rivestisse il ruolo dello sparring partner (sorte a cui è fuggito anche Orton, nel triple treath), è stata fortunatamente spazzata via dall'ampia porzione di match nella quale la Rated-R Superstar ha tenuto testa al Becchino senza ricorrere a manovre scorrette, cosa invece avvenuta (in modo giusto e sacrosanto) nell'ottimo finale. La scontatezza del risultato finale non ha intaccato eccessivamente l'incontro, mascherata alla grande dai due atleti, con Edge che in qualche situazone ha davvero dato l'idea di poterla clamorosamente spuntare sul leggendario avversario. Decisamente azzeccato il finale, con il Phenom che estrae dal cilindo la sua manovra di sottomissione (alla quale sarebbe opportuno, a 'sto punto, trovare un nome, credo), aggiudicandosi il combattutissimo incontro. Da supporter di Edge, devo ammettere che il canadese non mi sembrava la persona adatta per interrompere le winning streak di Undertaker (ammesso che questa persona si già nata o possa nascere), dunque bene così.

Giudizio complessivo: 8,5
Senza ombra di dubbio, una delle più grandi Wrestlemania dell'epoca moderna, e forse anche in generale. Capolavori assoluti come WM X-Seven restano irraggiungibili, ma quest'anno siamo finalmente tornati ai livelli dei primi anni 2000, cosa che non si vedeva almeno da Wrestlemania 21 (comunque inferiore all'edizione di quest'anno). Al di là dei singoli match, già ampiamente analizzati, molto bene anche il contorno, grazie anche alla suggestiva collocazione all'aperto, apprezzabile soprattutto a inizio card, con la luce del giorno ancora piuttosto visibile almeno fino alla prima parte del MITB, altro fattore che renderà unica l'edizione del 2008 del Grandaddy of 'em All. Divertenti anche i siparietti extra ring, su tutti Snoop Dog che aizza Festus contro il malcapitato Santino e il promo da paura di Edge. Complimenti a John Legend, veramente notevole, e grazie a Dio finalmente ci siamo goduti "America the beautiful" senza che scorressero le immagini dell'esercito americano, cosa di cui gli States dovrebbero vantarsi di meno. Sobrio il coinvolgimento delle altre celebrità, e complimenti ai genitori della gnoccolona che ha intervistato Kennedy, anche se non ho bene capito chi fosse, ma tanto non mi interessa. Abbiamo visto anche la comparsa a sorpresa di quella vecchia volpe di Raven, dunque cosa volete di più (come dite? Ah, non era "quel" Raven!? Vabbé...)!? Al di là dei discorsi e delle analisi, comunque, questa è stata la Wrestlemania di Ric Flair, e sarà sempre ricordata come tale. Un pezzo di storia che se ne va, nel modo migliore possibile, non con una inutile, anche se prestigiosa, vittoria, ma con la più onorevole delle sconfitte. Ric Flair è un maestro anche in questo. THANKS NAITCH! YOU'LL NEVER RETIRE FROM OUR HEARTS!!! WHOOOOOOOOOOOOOOOOOOO!!!!!

giovedì 27 marzo 2008

WWE Planet: Wrestlemania XXIV



24-men Battle Royal
Winner gets a title shot for the ECW Championship at Wrestlemania XXIV
Elijah Burke vs. Lance Cade vs. Deuce vs. Domino vs. Tommy Dreamer vs. Hacksaw Jim Duggan vs. Festus vs. Hardcore Holly vs. Mark Henry vs. Jesse vs. Kane vs. Brian Kendrick vs. Kofi Kingston vs. Shannon Moore vs. Jamie Noble vs. Trevor Murdoch vs. Chuck Palumbo vs. Cody Rhodes vs. Snitsky vs. Matt Striker vs. The Great Khali vs. The Miz vs. Val Venis vs. Jimmy Wang Yang
Prima di tutto, un’osservazione: questo match non farà parte del PPV, ma sarà una sorta di pre-show. La cosa non può che trovarmi d’accordo, per il semplice motivo che far fare a ogni atleta il suo ingresso da singolo avrebbe portato via troppo tempo, riducendo l’incontro a una stupidata di cinque minuti; così, invece, la Battle Royal avrà lo spazio temporale che merita; certo, avrebbero potuto far entrare tutti assieme, alla bersagliera, ma che tristezza! L’unica cosa che avrebbe reso il match degno di far parte della card sarebbe stato un run-in a sorpresa (tipo RVD), ma, visto che sono già stati resi noti tutti i partecipanti (a proposito: che fine ha fatto Big Daddy V? Mah…), allora tanto vale far disputare l’incontro prima che i giochi comincino sul serio. Pronostici: lasciando perdere tutti coloro che faranno da contorno (1% di chanche di vittoria in totale), assegnerei un 1% simbolico a testa a Tommy Dreamer (non lo si può dimenticare, se di mezzo c’è il titolo ECW…), Festus, Hardcore Holly e Kofi Kingston (ma sembra ancora un po’ prestino per lanciarlo). Qualche freccia in più al suo arco potrebbe avercela Snitsky, ma il suo 3% resta una percentuale bassina. Già più consistenti le percentuali di The Miz (7%), The Great Khali (10%) e di Mark Henry (15%), quest’ultimo in grande spolvero ultimamente (per carità, nei limiti del possibile…); questi tre atleti (così come Snitsky) potrebbero però pagare il fatto di essere tutti heel, esattamente come il campione. Analizzati minuziosamente i quasi sicuri sconfitti, andiamo infine a menzionare colui che la spunta nel mio pronostico con percentuali bulgare (65%), ovvero Kane. La Big Red Machine, per storia e capacità, è ben più di una spanna al di sopra di tutti gli altri contendenti, e sarebbe un controsenso non vederlo nemmeno prendere parte a Wrestlemania. Staremo a vedere.
Winner and new #1 contender for the ECW Title: Kane.


ECW Championship
One on One Match
Chavo Guerrero (c) vs. Battle Royal Winner

Secondo i miei calcoli, dunque, Chavo difenderà il titolo contro Kane. Ebbene, salvo interferenze esterne (difficile), il Big Red Monster non dovrebbe avere problemi a sbarazzarsi del nipote del grande Eddie, vincendo il titolo e passando così in pianta stabile in ECW, dove gli avversari non dovrebbero mancare per lui (Shelton Benjamin, Elijah Burke, Big Daddy V, Mark Henry, lo stesso Chavo); in tal modosi potrebbe risollevare il personaggio di Kane, in un periodo della sua carriera a dir poco stagnante, sulla falsa riga dello stint da campione di Big Show nel 2006. Staremo a vedere.
Winner and new ECW Champion: Kane


Belfast Brawl
Finlay vs. JBL

Devo ammettere che l’affaire-Hornswoggle ha cominciato ad appassionarmi con l’ingresso nella contesa di JBL (e con la conseguente esclusione dello stesso Leprechaun, che ormai non sopportavo più). La faida è di gran lunga quella gestita nel modo migliore dalla WWE tra tutte quelle che sfoceranno a Wrestlemania, e anche il match (che sarà no-DQ) potrebbe dimostrarsi più che piacevole. Comunque sia, tutti sappiamo che i feud di questo tipo al 90% vedono il “lieto fine”, ovvero la vittoria dei buoni, quindi alla fine saranno gli irlandesi a spuntarla; tuttavia la rivalità potrebbe proseguire, quindi, vista l’assenza di squalifiche, è probabile che l’alleato di JBL, un certo Vince McMahon, invii cospicui rinforzi al suo protetto, permettendogli di portare a casa il match. Staremo a vedere.
Winner: JBL


Raw vs. Smackdown!
One on One Match
Umaga vs. Batista
Match dall’importanza assai infima, visto che non si può pensare realisticamente che il vincitore sancirà la supremazia del suo roster (visto, tra l’altro, che vincerà Batista, ovvero SmackDown!...); ben diverso sarebbe stato il discorso se i due avessero indossato almeno i secondi allori delle rispettive “scuderie”, ovvero il titolo IC e quello US, anziché essere semplicemente selezionati dai rispettivi GM e lasciando le due bistrattatissime cinture a perdersi nel MITB. Non che ciò avrebbe risolto granché, in realtà, visto che il feud, che in sé avrebbe anche potuto essere interessante, è stato gestito probabilmente nel peggior modo possibile (i due atleti che, senza un minimo filo logico, invadono lo show avversario attaccandosi vicendevolmente; GM completamente esclusi dalla rivalità, salvo la fase di scelta dei campioni; totale assenza di promo). Nonostante ciò, qualcosa mi dice che Umaga e Batista sapranno integrarsi alla grande, dando vita a un grande match in puro stile brawl; questa mia impressione, però, non fa che acuire il rammarico, perché è stato veramente gettato alle ortiche dell’ottimo materiale. Staremo a vedere.
Winner: Batista


Money in the Bank
7-Men Ladder Match
Winner gets an annual title shot for the WWE Championship or the World Heavyweight Championship
Shelton Benjamin vs. Carlito vs. Chris Jericho vs. CM Punk vs. Mr. Kennedy vs. Montel Vontavious Porter vs. John Morrison
Nonostante le varie rivalità tra i diretti interessati siano state un po’ scollate tra loro (che ci voleva a fare un Highlight Reel con tutti gli interessati, un po’ come il Cuttin’ Edge dell’anno scorso?), l’ormai tradizionale Money in the Bank Ladder Match sarà ancora una delle attrazioni principali dello Showcase of the Immortals. Mai come quest’anno l’esito del MITB è stato così incerto, e penso sarebbe stato così anche se quel maledetto Jeff Hardy, principale candidato alla vittoria, non si fosse fatto sospendere e, di conseguenza, estromettere dalla contesa: i possibili vincitori sono infatti almeno quattro, e non avrei escluso del tutto gli altri tre (parlo, ovviamente, di Benjamin, Carlito e Morrison), se solo quello ECW fosse ancora considerato un titolo mondiale. Dunque, veniamo alle percentuali: a parte i tre sopraccitati (1% di chanches per Carlito, 2% a testa per il Gold Standard e per lo Shaman of Sexy), tutti gli altri sembrano avere la faccia da #1 contender. La ECW va ormai stretta a CM Punk (10%), e quale modo migliore se non consegnargli la valigetta per proiettarlo direttamente nel giro che conta altrove (presumibilmente a SD!)? Le quotazioni di MVP (25%) si sono alzate vorticosamente dopo il mini-feud con Y2J delle ultime settimane, e, visto che la title shot dura un anno, non sarebbe un problema continuare a farlo maturare, per poi concedergli il main event a tempo debito. Mr. Kennedy (30%) è sparito dalle scene nelle ultime settimane per girare un film della WWE (e mi chiedo: ma lo dovevano girare proprio appena prima di Wrestlemania? Bah…), ma la vittoria andata in malora dello scorso anno mantiene molto alte le sue possibilità. Visto però che, probabilmente, in caso di trionfo andrebbe a riscuotere subito l’assegno (come aveva promesso l’anno scorso), cosa che dubito accadrà, il mio favorito (anche se di poco, 35%) diventa Chris Jericho. Vista la dipartita di Hardy, ripiegare su Y2J vorrebbe dire puntare sull’usato sicuro, su un main eventer già fatto e finito, consolidato già in più di un’occasione, e che avrebbe una grossa chanche di rilancio dopo l’appannata rivalità con JBL. E poi, vista la lungimiranza di Y2J in queste cose, il canadese, prima di firmare il contratto per il ritorno, potrebbe aver lasciato perdere la vittoria del titolo, vista l’imminenza della Road to Wrestlemania, pretendendo però che gli venisse consegnata la valigetta. Conoscendo Y2J, non escluderei nemmeno questa ipotesi. Staremo a vedere.
Winner and new Mr. Money in the Bank: Chris Jericho


Career Threatening
One on One Match
Ric Flair vs. Shawn Michaels

Ricapitolando: Ric Flair, qualche mese fa, torna in scena dopo settimane di assenza, e annuncia che non si ritirerà mai; di contro, il bastardissimo boss Vince McMahon gli annuncia che lo licenzierà non appena verrà sconfitto. La sera stessa, Flair viene sfidato nientemeno che dal campione WWE Randy Orton, riuscendo a batterlo grazie al provvidenziale aiuto di Y2J. Ecco, d’ora in poi la faccenda diventa una farsa. Vince se ne strafotte delle sorti di Flair che intanto viene sfidato prima da MVP alla Royal Rumble, e poi da Mr. Kennedy a No Way Out, che addirittura pur di affrontarlo si autoesclude dalla possibilità di entrare nel Main Event di Wrestlemania (ma cos’è, scemo!?). Manco a dirlo, il Naitch si disfa facilmente dei due giovani promettenti, e continua a proclamare che non si ritirerà mai; nonostante ciò, Flair, in vista di Wrestlemania, prega Shawn Michaels di affrontarlo allo Showcase of the Immortal: è come se una squadra NBA chiedesse di disputare tutte le partite della finale in trasferta, ma tant’è. Lasciando perdere lo stucchevole tira-e-molla tra i due (condito comunque da promo di per sé grandiosi), Flair è comunque cambiato radicalmente: non mette minimamente in dubbio che Michaels lo asfalterà, mandando a puttane settimane e settimane di storyline nelle quali Flair si sarebbe amputato un braccio piuttosto che ritirarsi. Paradossalmente, si arriva così a Wrestlemania già sapendo che il Nature Boy si ritirerà anche in caso di vittoria. Non parliamo poi del fatto che sia giusto o meno che colui che terminerà la carriera di uno dei più grandi della storia sia un wrestler già affermato, anziché qualcuno che su questo poteva costruirci una carriera intera. Non sarebbe stato meglio far vincere Mr. Kennedy (o MVP, o qualcun altro) a No Way Out e concedere al ritirato Flair l’ultimissimo match allo Showcase of the Immortals, che avrebbe così vinto l’ultimo match senza pregiudicare storyline e carriere? Evidentemente no, dunque accontentiamoci (ed è un bell’accontentarsi!) di un incontro comunque storico, l’ultimo del’ormai futuro hall of famer, lasciando perdere i mesi precedenti all’evento. Comunque sia, tanto vale far ritirare Flair da vincitore, con abbraccio finale di HBK. Staremo a vedere.
Winner: Ric Flair


Playboy BunnyMania
Lumberjack Tag Team Match
Beth Phoenix & Melina vs. Ashley & Maria

Bleah. Spero solo che qualcuno del pubblico, visto che siamo a Orlando, faccia partire i cori “TNA! TNA!”, perché la divisione femminile in WWE in questo momento sfigura in modo imbarazzante rispetto a quella della federazione concorrente. Staremo a vedere (anzi, no, non starò a vedere, andrò a farmi un paninozzo).
Winners: Ashley & Maria


World Heavyweight Championship
One on One Match
Edge (c) vs. Undertaker

Altra perla data ai porci, ovvero altra rivalità dalle potenzialità altissime lasciata alla mercé del team booking della WWE, composto in gran parte da scrittori di soap opera falliti (non è una battuta: è proprio così!!!). Edge non è mai stato sconfitto (meglio, né schienato né sottomesso) a Wrestlemania, ed è il Campione Mondiale dei Pesi Massimi; Undertaker non ha nemmeno bisogno di presentazioni, oltre ad essere l’imbattuto degli imbattuti al Grandaddy of ‘em All. Eppure, le teste d’uovo di Stanford non hanno saputo far di meglio che riproporci ogni settimana la stessa manfrina: Edge provoca Undertaker; Taker appare improvvismanete sul ring, facendo cagare addosso il campione (che, chissà come, non se lo aspetta mai); Taker abbranca Edge, ma viene poi interrotto dai suoi scagnozzi; SmackDown! termina poi una settimana con un trionfatore morale, che è alternativamente uno dei due sfidanti; in poche parole, una ciofeca immonda. Niente promo battaglieri tra i due; niente trovate innovative; addirittura pochissimi mind-games da parte del Becchino. E, soprattutto, mai una volta in cui Edge abbia mostrato di essere all’altezza di poter vincere a Wrestlemania, dove invece sarà l’ennesimo sacrificio immolato sull’altare della tanto leggendaria quanto oramai pallosa e deleteria Winning Streak del Becchino. L’unca cosa che potrebbe salvare questa rivalità in corner sarebbe un colpo di scena finale, tipo Edge che riesce a mantenere il titolo vincendo per squalifica, ma che viene poi immediatamente sfidato e sconfitto dal novello vincitore del Money in the Bank, ovvero Mr. Kennedy, al quale, ricordiamolo, l’anno scorso lo stesso Edge aveva rubato la valigetta; tuttavia, dubito che ciò possa avvenire, dunque Undertaker riuscirà ancora ad avere la meglio, e a laurearsi, probabilmente per l’ultima volta, Campione Mondiale dei Pesi Massimi. Staremo a vedere.
Winner and new World Heavyweight Champion: Undertaker


One on One Match
Floyd "Money" Mayweather vs. Big Show

Allora: Michael Jordan è stato senza ombra di dubbio il più grande cestista di tutti i tempi; quando, dopo uno dei suoi tanti ritiri, decise di darsi al baseball, prese grandiose cantonate. Floyd Mayweather sicuramente non è il più grande pugile di tutti i tempi (anche se, stando a quanto ho sentito, è comunque un campionissimo nella sua disciplina): non è né Primo Carnera, né Muhammad Alì, né Mike Tyson, né Evander Holyfield, né Oscar De La Hoya (e ho citato solo quelli di cui, da profano del genere, ho sentito parlare maggiormente). Ora: cosa cacchio può aver pensato chi ha ideato tutto questo che Mayweather potesse essere credibile come avversario di un wrestler professionista, tra l’altro il più grosso in circolazione, ovvero Big Show? Tuttavia, siamo nel mondo del wrestling, dove tutto è concesso, dunque lasciamo perdere quanto detto fino adesso: ebbene, ci accorgiamo che la rivalità è stata comunque gestita malissimo. Tempodimaggio sarebbe dovuto essere il face, ma dubito che qualcuno avrà il coraggio di tifarlo a Orlando. Che senso ha un face che si atteggia da bulletto strapieno di soldi e con le spalle sempre coperte dai suoi gorilla come Mayweather? È ovvio che la gente lo fischia. Ancora: l’ultima apparizione di Mayweather negli show WWE (dopo la quale, per non bruciarlo del tutto, la WWE ha saggiamente deciso di farlo sparire dalla circolazione fino a WM) ha visto il pubblico tutto contro di lui (e, badate bene, non necessariamente a favore di Big Show, un heel coi controcazzi!); la settimana precedente non era certo andata meglio, col pugile messo davanti alla telecamera a battibeccare con Show, senza che nessuno gli avesse precedentemente preparato uno straccio di discorso e, soprattutto, lo avesse istruito su come si faccia un promo nel wrestling. Il risultato finale di questa accozzaglia di cattive idee e di sbadataggine è un match che di sicuro, nonostante la popolarità di Floyd negli States (e solo lì, a quanto pare), non porterà più di tanta gente ad acquistare l’evento, senza contare che Mayweather, che comunque, in un modo o nell’altro, vincerà il match (sigh!), la figura di merda l’ha fatta, e gli peserà molto in futuro. Aggiungiamo (ma questo, ovvero l’atleta del proprio roster, per la WWE è l’ultimo dei problemi…) che Big Show, l’unico veramente incolpevole subirà un forte ridimensionamento dopo questa faccenda, e la frittata è fatta. Staremo a vedere.
Winner: Floyd Mayweather


WWE Championship
Triple Treath Match
Randy Orton (c) vs. John Cena vs. Triple H

Di certo il feud relativo alla lotta al massimo alloro ha lasciato un po’ a desiderare, con il campione trattato da novellino dai due sfidanti, ma, vista la pochezza del contorno, resta una delle rivalità gestite meglio (anzi, meno peggio) tra quelle che si compiranno a Wrestlemania. Sul regno di Randy Orton è già stato scritto parecchio, e molto si potrebbe ancora scrivere, dunque non vado più in là dell’affermare che il buon Randy ha veramente fatto del suo meglio, e che i veri colpevoli della non totale riuscita del suo stint con la cintura alla vita sono i soliti booker incompetenti, di cui pullula la stanza dei bottoni della WWE. Per quanto riguarda la contesa, penso purtroppo che assai difficilmente Randy manterrà il titolo, ma, visto che prima o poi il suo regno dovrà finire, tanto vale che ciò accada sul palcoscenico più grande di tutti, e contro due delle punte di diamante della WWE; le sue chanches di vittoria equivalgono a un misero 5%, e, tra l’altro, al 90% sarà lui a subire il pin o la sottomissione (ed è anche giusto così, visto che è il detentore del titolo); speriamo solo che il prossimo regno del Legend Killer, se e quando ci sarà, sia più convincente. Chiuso il capitolo Orton, veniamo ai due veri contendenti, ossia John Cena e Triple H. Le loro quotazioni sono molto simili; tuttavia, sarei propenso a concedere un buon 55% di possibilità a The Game, attestando Cena a un comunque alto 40%. Le ragioni che mi portano a favorire Triple H sono diverse: i famosi tre job di fila a Wrestlemania; la scorsa edizione dello Showcase saltata (cosa che, probabilmente, a Helmsley sarà bruciata più che un’altra sconfitta); il fatto che l’ultimo regno “vero” di Triple H risalga al 2005; John Cena che già gli è costato la Royal Rumble; infine, ma questo, più che una previsione, è un augurio, l’innegabile riscontro che Cena senza cintura sta conseguendo presso i fan, non paragonabile alle ovazioni che riceveva fino un tempo, ma nemmeno agli imbarazzanti “boo” ricevuti dall’ex rapper da fine 2005 in poi; possibile dunque che a Stanford qualcuno abbia finalmente capito che per Cena restare un po’ lontano dal massimo alloro non potrebbe far altro che del bene. Al di là di questo, comunque, vedo Triple H favorito, anche se non larghissimamente. Staremo a vedere.
Winner and new WWE Champion: Triple H


Commento finale

Se mi avessero rivelato questa card due mesi fa, probabilmente avrei fatto i salti di gioia; la Road to Wrestlemania ha però largamente deluso, creando un’aura di incompiutezza sullo show più importante dell’anno, e la sensazione che, comunque vadano le cose, si poteva fare decisamente meglio. Questa Wrestlemania, di per sé, ha comunque tutte le carte in regola per restare negli annali, e per essere considerata una delle migliori di sempre, tra qualche anno; inserita nel contesto odierno, però, WMXXIV sarà una mezza delusione. Come detto, il materiale per far bene c’è tutto, i match (salvo il Bunnymania e lo scontro tra Mayweather e Big Show) promettono tutti almeno la piena sufficienza, dunque non fasciamoci la testa prima di essercela rotta, e godiamoci lo spettacolo, facendo finta che gli show settimanali dell’ultimo mese e mezzo non siano esistiti. Certo, non è bello vivere una Wrestlemania con questo stato d’animo, ma non credo che valga la pena rodersi il fegato per ciò che ormai è stato e che non potrà essere cambiato. Staremo a vedere.

mercoledì 12 marzo 2008

VIVA ZAPATERO!



Con la conferma di quest'uomo al potere, la Spagna ci dà un'altra grande lezione di democrazia, dimostrando di essere ormai un Paese che desidera fortemente tornare a contare a livello internazionale, dopo essere stata strangolata da parecchi decenni di regime fascista.

La domanda è: perché l'Italia, che pure qualche persona capace ai piani alti ce l'ha, continua ostinatamente a lasciarsi sfuggire da sotto il naso il treno del progresso e della modernità? Perché in Italia cose che sono normalità in altri Paesi europei (vedi Olanda, Norvegia, Svezia ecc.), come le leggi sulla fecondazione assistita, i matrimoni omosessuali, le coppie di fatto (almeno quelle eterosessuali, dannazione!), lo sviluppo delle fonti di energia alternative e rinnovabili, e via discorrendo, continuano a costituire un miraggio?

Addirittura qualche zoticone cerca in tutti i modi di ingranare la retromarcia, vedi Ferrara con la ridicola moratoria sull'aborto. A quando la moratoria sul divorzio, sul voto alle donne e alla classe operaia, alla reinstaurazione della pena di morte? Sigh...

Tutta colpa della Chiesa? Tutta colpa delle Banche? Tutta colpa di TUTTI i politici, come dice (anzi, urla) qualcuno? Come al solito, nel nostro "belpaese" (in realtà, né tanto bello, né tanto Paese), la responsabilità è un po' di tutti e un po' di nessuno. E allora si tira avanti, turandoci il naso e aspettando che arrivi qualcuno con la bacchetta magica, mentre i poteri forti continuano a mangiarci in testa.

L'Italia è una monarchia fondata sulla televisione.

mercoledì 5 marzo 2008

Fine di un ciclo?

Da tifoso juventino, e fieramente antimilanista, non posso che essere contento dell'eliminazione dei rossoneri dalla Champions' 2007/'08 per mano dell'Arsenal, con un secco 0-2 a San Siro. Ogni anno aspetto il giorno dell'uscita del Milan dalla Champions' quasi come una festività, come il Natale o il compleanno (anche se, purtroppo, questo giorno non appare ogni anno sul calendario!). Tuttavia, fatti i debiti sfottò, è anche giusto analizzare questa batosta anche svestendo i miei panni da tifoso. Quello di cui vorrei parlare oggi riguarda una frase che da ieri sera riecheggia su ogni mezzo di comunicazione: il ciclo del Milan è finito.

Ebbene, la mia opinione personale è che il "ciclo" del Milan non sia affatto finito ieri sera, bensì almeno tre anni fa, con la storica serata di Instanbul. Fino ad allora, infatti, il Milan era una squadra capace di competere su tutti i fronti, di andare avanti in Champions', ma anche di dire la sua in campionato. Dopo quella partita, il declino del Milan è stato lento e incostante, ma inesorabile.

Nella stagione seguente, la squadra di Ancelotti è riuscita ad avvicinarsi ad entrambi gli obiettivi, ovvero allo scudetto e alla Champions', senza mai dare veramente la sensazione di poter vincere né l'una né l'altro, dovendo fare i conti con due squadre, all'epoca, assolutamente di un'altro livello (la Juve in italia e lo strepitoso Barça in Europa). Il declino è cominciato però a farsi chiaro e lampante l'anno successivo, paradossalmente proprio con il ritorno del Milan sul tetto d'Europa.
La stagione 2006/'07 parte male per i rossoneri, già fuori da ogni discorso scudetto ben prima di Natale (al di là dei punti di penalizzazione). Che l'Inter fosse più forte, nessuno lo metteva in dubbio; ma che il Milan in un anno fosse crollato in questa maniera, pur non dovendo subire l'esodo di campioni che aveva colpito la Juve, in pochi se lo aspettavano (io stesso, contando però più che altro sulle contraddizioni interne dell'Inter, ero convinto che il Milan avrebbe vinto lo scudetto nonostante la penalizzazione). In Champions' le cose non vanno molto meglio: il primo turno viene superato dai milanesi con grande difficoltà, cosa che, probabilmente, non sarebbe avvenuta se il fato non avesse riservato per loro il girone più facile di tutta la Champions' (con Lille, AEK Atene e Anderlecht). Gli ottavi di finale mostrano tutti i limiti del Milan, che porta a casa uno scialbo doppio 0-0 contro i non irresistibili scozzesi del Celtic, confronto risolto nella gara di ritorno (in casa) solo nei supplementari, grazie a una sgroppata di Izecson e a una dormita generale della difesa britannica. L'andata dei quarti di finale non sorride al Milan, al quale viene imposto un pericoloso 2-2 interno dal Bayern Monaco più debole negli ultimi anni.

A questo punto, avviene la trasformazione: i rossoneri, in crisi d'identità, rispolverano l'antico orgoglio, sembrano di colpo ringiovanire di qualche anno, e si rendono conto che, alla fine, bastano quattro grandi partite per tornare in paradiso. E così avviene: Bayern sconfitto con un netto 2-0 all'Allianz Arena, poi Manchester travolto nella gara di ritorno delle semifinali a San Siro per 3-0, dopo un'indolore sconfittqa per 3-2 dei rossoneri all'Old Trafford. Anche la fortuna arride al Milan, che in finale evita il temibile Chelsea per affrontare il meno spaventoso Liverpool, il quale comunque, da underdog, li aveva sconfitti due anni prima. La Finale di Atene viene giocata sotto tono, ma due lampi della vecchia volpe Pippo Inzaghi permettono al Milan di vincere l'agognato trofeo continentale, cosa che fino a qualche mese prima si riteneva impossibile.
La sconfitta di Instanbul viene ridimensionata come incidente di percorso, e il Milan si autoconvince di essere ancora una squadra superiore a quella che, in effetti, si rivelerà essere. In estate, vincono anche la Supercoppa Europa contro il Siviglia, trofeo festeggiato sottotono per la prematura scomparsa del terzino degli andalusi Antonio Puerta, avvenuta qualche giorno prima. Inizia il campionato, con una Juve reduce dalla diaspora di atleti, una Roma ancora in fase di crescita, e un'Inter reduce da un'annata trascorsa dominando largamente il campionato. Tutti sono consci che il Milan non è, in una competizione che richiede continuità come il campionato, all'altezza dell'Inter, ma sembra difficile che, di nuovo, i rossoneri debbano rincorrere fino all'ultimo la qualificazione alla Champions'.

Invece, ancora una volta, i primi mesi di stagione sono disastrosi, e il Milan, nonostante l'assenza di penalizzazione, fa addirittura peggio dell'anno precedente. Il primo girone di Champions' è ancora abbordabile, e i rossoneri, nonostante la bruciante sconfitta di Glasgow contro il "solito" Celtic (partita che passerà alla storia per la grandiosa Clothesline del tifoso scozzese a Dida, bravissimo a "vendere" la mossa), passano il turno in testa al girone. Arriva dicembre, e il Milan si sposta in Giappone per vendicarsi del Boca Juniors, che nel 2004 gli aveva strappato l'Intercontinentale. Ancora una volta, i rossoneri si dimostrano molto capaci nel breve, preparano molto bene la competizione e, disfatisi in semifinale dei giapponesi dell'Urawa Red, sconfiggono l'ex squadra di Maradona per 4-2, riuscendo nell'impresa di tornare sul tetto del mondo.

Le cose cominciano a ristabilirsi anche in campionato, con il Milan che, a poco a poco, rimonta, e comincia a puntare Fiorentina e Juve, ovvero le squadre che si contendono i posti rimanenti per qualificarsi alla Champions' (visto che l'Inter, mal che vada, arriverà seconda, e la Roma non dovrebbe scendere, nella peggiore delle ipotesi, sotto il quarto posto). I rossoneri agganciano anche l'agognata quarta posizione, sorprendendo con un 1-0 in extremis i viola all'Artemio Franchi. Sembra questione di settimane, prima che i "Campioni del Mondo" mettano al sicuro la qualificazione; ma le cose vanno diversamente. Una serie di inciampi contro squadre di seconda fascia, e di vittorie interne soffertissime (ad esempio contro Siena e Palermo) porta i rossoneri,ad oggi 5 marzo, sotto di quattro punti dalla zona Champions'. Torna la Champions', e tutti si aspettano il solito Milan Europeo, ma le cose vanno diversamente: soffertissimo 0-0 a Londra con l'Arsenal, e débacle definitiva ieri sera, come tutti abbiamo visto.

Il succo del discorso è il seguente: dopo Instanbul, il Milan è stato capace di dare il meglio di sè solo sporadicamente, trovando spesso avversari diretti molto meno in forma di loro, ma ha dimostrato di non avere i requisiti minimi per affrontare degnamente competizioni che richiedano più continuità, come il campionato. La Champions' vinta l'anno scorso è frutto di astuzia (prepararsi in modo da essere in forma ad aprile-maggio, sacrificando il resto della stagione) e fortuna (se, invece del Celtic, il Milan avesse affrontato un test più probante l'anno scorso, dubito che avrebbero passato il turno), non certo di superiorità rispetto agli avversari.

Nel 2005 il "ciclo" era forse addirittura già finito, ma il Milan sembrava comunque in grado di potersi ringiovanire, e continuare a cavalcare l'onda. Le cose non sono andate così, e i motivo principale sono due: continuare a dare fiducia a giocatori estremamente sopravvalutati (Gattuso in primis, ma anche Dida, un Maldini 40enne) anziché cercare di coprire queste falle con giocatori all'altezza, e, soprattutto, affidare la squadra in mano a un singolo giocatore. Che, fosse stato Zidane, o Zico, o Platini, o Van Basten poteva anche starci; ma non esiste farlo con a disposizione questo brasiliano, che si fa chiamare Kakà, che ha sempre dimostrato di poter risolvere una partita contro squadre più deboli ma ben piazzate e rognose (vedi Celtic), ma non ha mai, e dico mai (salvo rarissime eccezioni, vedi semifinali di Champions' l'anno scorso), lasciato il segno in gare che contano veramente.